il diritto dell’ambiente, quale futuro per le nostre città?

durante il primo lock down il virus ci ha recluso e ha sospeso le attività produttive restituendoci i cieli azzurri e l’aria pulita. Certamente siamo più consapevoli di essere in stretto rapporto con la biosfera, le piante e gli animali. Dopo questa esperienza sarà più difficile girare lo sguardo e fingere di non vedere.

la fragilità del nostro pianeta e il diritto dell’ambiente

Credo che la vera grande eredità di questa pandemia sia proprio l’aver finalmente acquisito, tutti e ovunque nel mondo, una irreversibile consapevolezza di una fragilità di specie.

Stefano Boeri architetto, urbanista, accademico

Il riscaldamento climatico procede spedito ad alta velocità e con una pericolosità che forse non riusciamo nemmeno a percepire. Le città sono la prima causa, insieme all’industrializzazione, del cambiamento climatico.

Dobbiamo agire, il Pianeta è fragile, siamo noi l’anello debole perché la vita continuerà. Siamo noi che non abbiamo un posto assicurato nell’eco-sistema.

Dovrebbe essere esplicitato nella nostra costituzione “il diritto a un ambiente sano”. I padri costituenti non potevano inserirlo perché al tempo non si immaginava certo che l’uomo avesse la possibilità di distruggere in modo così grave, in così poco tempo e con così tanta forza, l’intero pianeta.

Il virus continuerà a stare con noi ancora per diverso tempo, dobbiamo ripulire l’aria delle città e abbassare l’inquinamento atmosferico.
La pandemia ci ha fatto toccare con mano quello che stiamo facendo al nostro pianeta.

cosa sta facendo la Commissione Europea?

La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, sta promuovendo il Green Deal europeo, un piano complesso per combattere il cambiamento climatico e, a lungo termine, salvare la Terra.

Quindi una «strategia», cioè una serie di misure di diversa natura, che saranno realizzate nei prossimi trent’anni. 

L’obiettivo principale è quello di fare la propria parte per limitare l’aumento del riscaldamento globale, azzerando le proprie emissioni inquinanti nette entro il 2050, e a rispettare obiettivi intermedi per il 2030 e il 2040.

Per rispettare questo limite l’Unione Europea si è impegnata a:

  1. Potenziare la diffusione delle energie rinnovabil
  2. Disincentivare l’uso di combustibili fossili
  3. Introdurre nuove regole per costruire o ristrutturare case e industrie in Europa
  4. Rendere meno inquinanti i processi produttivi
  5. Potenziare i trasporti pubblici e su rotaia
  6. Promuovere la biodiversità
  7. Rendere ancora più diffusa l’economia circolare
  8. Riservare una quota stabilita dei fondi europei per iniziative sostenibili

Al momento è ancora presto per capire quale sarà realmente l’impatto del Green Deal europeo sull’ambiente. La Commissione non potrà fare tutto da sola, ovviamente. Ci sarà bisogno della collaborazione delle altre istituzioni europee e degli stati nazionali, soprattutto in sede di definizione del budget pluriennale. Per essere applicato in maniera efficace, poi, il Green Deal dovrà essere recepito anche dalle aziende private.

come possono difendersi le città e migliorare la loro qualità ambientale?

Ci vuole tanta volontà politica e il coraggio di fare delle scelte.

Oltre il 55% della popolazione mondiale è concentrata nelle città.

  1. Le città consumano il 75% delle risorse naturali
  2. Sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali di CO2
  3. e del 70% dei rifiuti

possiamo contribuire a rendere le nostre case più sostenibili

E’ possibile migliorare le nostre abitazioni in termini di sostenibilità, attraverso alcuni interventi:

Isolamento per ridurre il fabbisogno energetico per la climatizzazione dei locali
Energia pulita sostituendo il vecchio generatore con una nuova caldaia a condensazione o a pompa di calore
Protezione dal sole con tende e oscuranti per ridurre il fabbisogno energetico estivo
Ciclo continuo ovvero un serbatoio che raccoglie l’acqua piovana dal tetto da riutilizzare per usi domestici non potabili, dopo averla filtrata e depurata.

Costruire un futuro sostenibile deve essere per tutti un impegno imprescindibile perché la nostra salute, e soprattutto quella delle generazioni future, passa attraverso la salute del pianeta.

abbiamo bisogno di città verdi

Nella lotta ai cambiamenti climatici il verde urbano rappresenta una preziosa ed efficace risorsa.

Occorre moltiplicare il numero di alberi, c’è bisogno di un’autentica rivoluzione in termini di forestazione urbana. Dei boschi urbani anti smog.

Gli alberi producono ossigeno e assorbono quelle polveri sottili avvelenano l’aria delle nostre città e rendono più vulnerabili i nostri polmoni di fronte all’aggressione dei Corona Virus.

Stefano Boeri, architetto di fama planetaria, è in prima linea per progettare città più vivibili ed eco-sostenibili: ricorda che nelle aree urbane si producono due terzi circa della CO2 presente in atmosfera, mentre i boschi e le foreste del pianeta ne assorbono il 40%.

Il Bosco Verticale è l’edificio-prototipo di una nuova architettura della biodiversità, ed esprime proprio questo concetto che si sta diffondendo nel resto del mondo con la progettazione di intere città foresta.

La città foresta. Liuzhou forest city (Cina) è un progetto urbano dove uffici, case, alberghi, ospedali e scuole sono quasi interamente coperti da piante e alberi, di moltissime varietà e dimensioni.

Ospiterà circa 40.000 alberi e 1 milione di piante appartenenti a più di 100 specie diverse e funzionerà come una grande macchina sostenibile.

Sarà, infatti, in grado di assorbire ogni anno circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili, producendo allo stesso tempo circa 900 tonnellate di ossigeno e combattendo così il grande problema dell’inquinamento atmosferico in maniera efficace e profonda.

l’importanza della mobilità “green”

Molte le città europee che si stanno muovendo in questa direzione. Come già detto ci vuole una volontà politica molto forte per avviare un cambiamento significativo.

Londra ha chiuso intere aree della città alle auto creando la zona Car-Free più grande al mondo.

A Parigi strade prima trafficatissime come Rue de Rivoli, sono state rese completamente ciclabili, ed è già stato deciso di allargare la rete esclusivamente per le bici attualmente estesa 1000 chilometri con altri 50. Entro il 2024 il 100% delle strade di Parigi sarà ciclabile.

Un taxi elettrico sulla Senna La popolazione parigina potrebbe iniziare a vedere nel corso d’acqua più famoso di Francia una vera e propria strada da percorrere, con un taxi elettrico e galleggiante, per raggiungere ogni punto della città. Si chiamano Seabubble, letteralmente bolla di mare ed è l’ultimo ritrovato della mobilita urbana francese.

In città come Oslo e Copenhagen il passaggio alla mobilità sostenibile è davvero avanti. La mobilità integrata (ciclabile, pedonale, il sharing in tutte le sue forme, il trasporto pubblico) è arrivata a coprire il 70% di tutti gli spostamenti.

Anche Amsterdam sta investendo in una radicale trasformazione di tutta la mobilità. Entro il 2030 sarà la prima capitale europea a emissioni zero.

L’idea di sostenibilità deriva dalla consapevolezza di un mondo dalle risorse limitate nel quale ogni gesto implica conseguenze future.

quali sono e saranno gli impatti sull’abitare contemporaneo?

Il periodo complicato che stiamo vivendo, oltre alle difficoltà oggettive a livello economico e sociale, evidenzia un cambiamento nella concezione che gli italiani hanno delle proprie abitazioni.

desiderio di allontanarsi dai centri urbani

Il mondo immobiliare rileva la volontà per le persone di allontanarsi dai centri urbani, preferendo la provincia a quella del centro città, alla ricerca del vivere nel verde.

Il lockdown che ci ha imposto la diffusione di Covid-19 ha dato luogo a quello che è di fatto il più grande esperimento di “lavoro da casa” mai condotto fino ad oggi.

Molte aziende hanno concesso ai loro dipendenti la possibilità di lavorare da casa e ora stanno pensando di adottare in maniera permanente questa tipologia di lavoro, evitando così a numerosi dipendenti di recarsi ogni giorno, fisicamente, presso la sede aziendale.

Lavorare da casa sarà la nuova normalità?

Trascorrere l’intera giornata a casa ci ha portato a svolgere tante attività all’interno delle mura domestiche, permettendoci in molti casi di riflettere sulla dimensione delle nostre abitazioni, spesso considerate troppo piccole.

abitazioni più spaziose, ariose e dotate possibilmente di giardino o terrazzo

Quindi la voglia di trascorrere sempre più tempo lontano dal movimento cittadino e la consapevolezza di volersi riappropriare di quel tempo intimo che ognuno di noi desidera per sé stesso e per la propria famiglia, speso in un luogo che ci fa davvero sentire a casa.

In base a una comparazione a livello internazionale, sembra che le case degli italiani misurino mediamente 81 mq: sono quindi più piccole di quelle giapponesi (95mq), spagnole (97 mq), tedesche (109 mq) e francesi (112 mq).

“Lo spazio è il nuovo lusso e i metri quadrati saranno sempre più sinonimo di qualità della vita: più ne avremo a disposizione, più facilmente potremo riconfigurarli e più comodamente manterremo le distanze”.

Hashim Sarkis curatore della 17. Biennale di Architettura di Venezia

arredamento d’interni sempre più “green”

Rispetto per la Natura e recupero delle materie prime.

Limitare l’energia e la quantità di acqua impiegata per la realizzazione del prodotto finito e per la sua distribuzione. Produrre meno rifiuti e scarti possibile al termine della lavorazione. Prediligere l’utilizzo o il riciclo di particolari materiali.

Sono molte le aziende che hanno alzato la soglia di attenzione verso un design sostenibile, dando vita a collezioni basate su principi ecologici, nel rispetto della Natura e del recupero di materie prime.

E’ dunque possibile scegliere materiali o metodi di lavorazione biodinamici, sani e puliti, che non richiedono l’uso di sostanze chimiche, per un arredo sostenibile:

Dal Legno, uno dei materiali eco per eccellenza, naturale, riciclabile (e proviene da una fonte rinnovabile), all’alluminio, uno dei materiali più sostenibili di cui si può servire la produzione di home decor e complementi d’arredo. È riciclabile all’infinito e non perde le sue caratteristiche di leggerezza, lucentezza, duttilità, resistenza. Non si ossida, non si rovina, resiste alla corrosione.

Ma anche la plastica è un materiale che può diventare virtuoso grazie a processi di riciclo e riuso, che permettono di abbattere drasticamente il suo impatto ambientale.

Un tema che penso sarà cruciale nello scenario post Covid sarà l’utilizzo di materiali innovativi a basso impatto ambientale.

Patrizia Moroso, Art-director di Moroso

L’economia circolare come modello di sviluppo e integrato nel business model aziendale, sta diventando una necessità e un fattore di vantaggio competitivo per moltissime imprese del settore arredamento. Questo concetto di interior design usa la regola delle tre R:

  1. Ricicla
  2. Riusa
  3. Riduci

Il percorso di Kartell verso una produzione più sostenibile, ad esempio, si sviluppa con nuovi materiali e nuovi processi di produzione.
Per la produzione della sedia A.I. si usano solo scarti, ottenendo così un materiale riciclato al 100%, certificato. Un esempio di economia circolare.

bisogna accelerare il cambiamento

Progettazione urbana, architettura e design saranno importantissimi nel ridisegnare il profilo delle nostre città perché possono accelerarne il cambiamento.

la progettazione di condomini e grattacieli potrebbe vedersi profondamente trasformata.

La costruzione di un nuovo edificio non si può limitare alla sua progettazione per proseguire in cantiere e terminare quando le persone ci vanno a vivere, piuttosto deve necessariamente includere altri fondamentali passaggi:

  1. dall’iniziale selezione dei materiali
  2. alla programmazione della manutenzione dell’immobile
  3. fino alla possibile trasformazione nel corso del tempo

Il pensiero sostenibile deve dunque favorire soluzioni a lungo termine per l’interesse globale e stare al passo o addirittura spingersi molto oltre la società complessa e fluida di oggi.

flessibilità funzionale: edifici che si adattano

Ogni edificio è soggetto a variazioni nell’uso di spazi che devono dimostrarsi adattabili in modo rapido ed economico: sostenibile, appunto.

La flessibilità funzionale riconsidera ad esempio la combinazione, la simultaneità di più funzioni all’interno di una singola costruzione, edifici multifunzionali, ibridi.

Mixed House, Project by Matt Gibson Architecture Questo progetto dallo sviluppo verticale prevede la possibilità futura di convertire gli appartamenti in uffici, boutique o atelier.

una nuova socialità

La coesistenza di diverse attività che si aggiungono a quella residenziale, è studiata per stimolare gli incontri e i contatti tra le persone, senza comprometterne la privacy.

Le aree pubbliche e private sono integrate per incrementare le interazioni sociali e la vitalità all’interno dell’ambiente costruito e del paesaggio.
La socialità è l’aspetto più innovativo generato dall’ibridazione.

La casa del futuro è flessibile, ecologica, multiforme.

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